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10 luglio 2018 - Consulenza

User Experience nel web: come si realizza un sito web

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Il concetto di User Experience è troppo articolato racchiudendo in sé una molteplicità di significati e ricoprendo diversi ambiti di applicazione e pertanto non può essere analizzato brevemente, perché non verrebbe scritto abbastanza e non verrebbe risolto nei minimi dettagli per la presentazione di un quadro completo ma solo estremamente parziale. Questa complessità, nondimeno, non preclude una focalizzazione efficace sull'ambito di applicazione di cui mi occupo: il web. E che tenterò di trattare nel modo più chiaro possibile evidenziando gli aspetti chiave su cui si concentrano la mia ricerca e la mia passione.

Quando si discute di esperienza utente legata al web, ci si riferisce solitamente a quella commistione di fattori che incidono profondamente sull'usabilità, sul gradimento e sulla permanenza dell'utente su un sito web, determinandoli positivamente o negativamente. Una UX positiva è indice di usabilità, gradimento e lunga permanenza (sebbene quest'ultima sia subordinata anche ad aspetti non strettamente tecnici, come la qualità contenutistica); al contrario, una UX negativa è indice di inusabilità, disapprovazione e permanenza impercettibile.

Fino a qualche anno fa, quando le tecnologie web erano ancora agli albori, la maggior parte dei siti web, anche di aziende importanti, non era costruita seguendo le norme che oggi si ritengono indispensabili ma soltanto ai fini di una mera presenza online perlopiù informativa e lontana dalle istanze del web 2.0 che dispone (o impone) siti che fungano da canali comunicativi e interattivi con gli utenti.

Quei siti, inoltre, venivano rivestiti di layout grafici semplici, essenziali, basati su abbinamenti cromatici impropri. Gli elementi interni erano disposti casualmente, senza riservare loro le giuste geometrie a vantaggio di una maggiore leggibilità. A causa delle differenze di rendering fra i vari browser e alle problematiche legate alle versioni ormai dismesse di IE (Internet Explorer), molti degli elementi non venivano interpretati correttamente, rimanendo nascosti, interrompendo il flusso naturale del layout. Fra questi, annovero anche le mancate chiusure dei link con l'effetto in mouseover (tipicamente chiaro) recepito anche dal testo adiacente, con conseguente illeggibilità. Oppure i moduli di contatto insolitamente funzionanti o sviluppati più per dovere che per chiara volontà di essere contattati dal web per procedere al ricontatto.

Da considerare che la digitalizzazione non aveva ancora raggiunto l'apice e l'importanza odierni, per cui si tendeva a non concepire il sito come strumento comunicativo e interattivo ma come semplice vetrina, tralasciando l'accuratezza tecnico-grafica e lo studio sull'analisi funzionale del progetto. Procedure che oggi definiremmo indispensabili online, venivano ricostruite con l'automazione manuale e mentale, con l'ausilio di servizi e strumenti esterni o, in alcuni casi, con una trascrizione cartacea ex novo. Gli aspetti tecnici erano rudimentali e la gestione spesso lasciata al caso.

In pochi anni l'impellenza della digitalizzazione ha preso il sopravvento a fronte dell'elaborazione di una mole di dati in costante aumento, ormai divenuti ingestibili senza un calcolatore elettronico che dimezzasse o annullasse i tempi producendo risultati completi e non parziali. Si è risposto inizialmente con i software installabili; poi la condivisione, la rete e l'accesso globale alle informazioni ha richiesto improrogabilmente la trasposizione e traduzione delle medesime procedure online, processo suffragato e agevolato anche dal rilascio di nuove tecnologie sempre più potenti e performanti.

Questo radicale mutamento ha posto inevitabilmente degli interrogativi sull'esperienza utente, concetto che ritengo gli sia connaturato. Infatti, nessuno credo possa immaginare oggi e negli anni a venire il compimento delle più utilizzate procedure online diversamente da come vengono disposte. Una registrazione, la personalizzazione di un preventivo, la pubblicazione di un annuncio o di un post, la condivisione, un ordine online, la burocratizzazione, etc. sarebbero procedure macchinose, invise, deterrenti e probabilmente inesistenti se non fossero automatiche e dipendessero dall'approvazione e dall'inserimento manuale di un soggetto terzo. L'aver posto il problema della UX nel web è stato determinante e decisivo per un visibile e positivo progresso e per porre la ragion d'essere della digitalizzazione online, fino a livelli incredimenti complessi.

La UX nel web, come anticipato all'inizio, non può essere determinata da un solo fattore. Ci si può impegnare nello sviluippo di una procedura automatizzata fin nei minimi dettagli, ma se non viene supportata da un layout grafico a misura d'utente che innesti una empatia meccanica a ogni passaggio, diventa inefficiente. Così come un layout grafico frutto di ispirazione e animata verve creativa esprime un vuoto e un senso di incompletezza se non poggia su una gestione tecnica ben collaudata. Entrambi i fattori sono mutuamente necessari e complementari.

Altri fattori secondari ma altrettanto importanti riguardano la velocità di navigazione, di risposta del server, di visualizzazione e di accesso. Persino la gestione tecnico-amministrativa contribuisce alla determinazione della UX: se è vero che un sito web oggi costituisce anche un canale comunicativo bidirezione fra l'utente e il gestore, è necessario che quest'ultimo risponda e dia seguito agli input interazionali trasmessi: aggiornando lo stato di un ordine, rispondendo a una richiesta di contatto, gestendo i dati trasmessi dai moduli interazionali.

La UX è ormai essenziale, irrinunciabile, indispensabile. Nei prossimi anni innerverà il metodo di costruzione di ogni sito web. Sarà considerata prassi, elemento inscindibile. Per me costituisce un campo di ricerca e applicazione costante finalizzato alla produzione di applicazioni e gestionali sempre più intuitivi, veloci e automatizzati affinché la dotazione di questo strumento assumerà il carattere di necessarietà dato anche dalla continua evoluzione della digitalizzazione e dalla quantità abnorme di dati che la condivisione e la rete hanno prodotto in gestione.

Segnali positivi in questa direzione vengono registrati dai sempre più numerosi portali che si affermano prepotentemente sul web per far fronte alle istanze discusse, attraverso interfacce e piattaforme tecniche assolutamente all'avanguardia e ben manutenuti.

Questi, sinteticamente, sono alcuni degli aspetti che caratterizzano la UX e che ho voluto evidenziare illustrandone l'utilità funzionale e il campo di applicazione. Aspetti che possono incidere significativamente sulla brand reputation di una azienda, sull'incremento dei profitti e sul tasso di fidelizzazione. UX che verrà considerata prioritaria soltanto dopo un'attenta quanto evidente osservazione dei nuovi canali di comunicazione, utilizzati in massa dalle masse, subentrati ai precedenti divenuti ormai obsoleti, nonostante sussistano ancora dei mezzi tradizionali non digitalizzati resistenti alla destituzione.

Fonte immagine: Google Immagini

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