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12 luglio 2018 - Consulenza

Motivare l'eliminazione dei dati inseriti dagli utenti

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Le comunità online, per definizione, sono delle comunità virtuali composte dagli utenti iscritti che ne costituiscono l'ossatura e ne determinano per certi versi anche la sopravvivenza. Anche dei semplici portali alimentati dai contenuti prodotti dai propri collaboratori o dagli utenti iscritti desiderosi di apportare il proprio contributo volontariamente, pur non rientrando fra le prime accezioni di comunità, sono soggetti alle stesse vulnerabilità gestionali.

In ogni comunità online ciascun utente autorizzato alla produzione di contenuti o, più generalmente, alla partecipazione contribuisce alla determinazione della qualità contenutistica e al successo della comunità stessa. Più i contenuti sono originali, chiari, interessanti e unanimemente riconosciuti, più la comunità ne guadagna in visibilità, leadership e incremento di traffico. Nessuna comunità può conquistare la leadership o sperare di ricevere il consenso e l'adesione degli utenti senza contenuti meritevoli o fungendo da aggregatore di contenuti attinti da altre fonti o copiati pedissequamente. Non vi sarebbero motivi ragionevoli per preferirla rispetto ad altre comunità simili.

Per i gestori di una comunità online è un compito veramente arduo riuscire a mantenere alto il livello dei contenuti e della gestione stessa, vagliando sempre quelli migliori e disapprovandone altri senza provocare malumori o la fuga verso altri lidi. Perché i contenuti ritenuti inappropriati non sempre vengono proposti dallo spam o da utenti dinsinformati o non ligi al regolamento comunitario. Capita infatti che dei contenuti inaccoglibili vengano prodotti persino dagli utenti veterani, che si contraddistinguono per preparazione, solerzia, disponibilità verso il prossimo e verso la comunità. Coloro che innalzano costantemente la qualità dei contenuti garantendo il primato della leadership.

Ma ogni comunità online, in quanto tale, è costituita da individui che dalle proprie postazioni remote seguono, leggono e reagiscono rispondendo ad altri utenti. È impensabile credere che ogni contenuto online, anche nella comunità più retta e attenta alla propria reputazione, venga redatto attenendosi a ferree condotte morali e in linea alla tematica trattata. Dietro ogni collaboratore, produttore o coproduttore ci sarà sempre un individuo caratterizzato da un temperamento e una forma mentis che per definizione non potranno mai essere neutrali o assumere il carattere dell'imparzialità. La faziosità è insita nell'individuo. E come tale può non essere arginata dal suo temperamento o dall'imposizione delle norme morali comunitarie, riversandosi fra le righe di una risposta e inficiandone il potenziale assoluto valore.

Di fronte a un contenuto non esattamente conforme, le valutazioni non sono sempre delle più semplici. Talvolta si riscontrano soltanto delle imperfezioni (morali) eliminabili; talvolta il contenuto non può essere approvato perché una netta censura sminuirebbe drasticamente il valore del testo residuale. In entrambi i casi ritengo sempre opportuno motivare adeguatamente qualsiasi tipo di censura o eliminazione. È sempre preferibile che la motivazione sia diplomatica e meno parziale possibile, riservando lo stesso trattamento a ciascuno degli utenti censurati a prescindere dalla gravità delle loro asserzioni. La neutrale e corretta motivazione delle censure e delle disapprovazioni è di fondamentale importanza per la fidelizzazione dell'utente e per il mantenimento qualitativo complessivo. Un trattamento maramaldeggiante o estremamente punitivo, al contrario, rischia seriamente di compromettere il rapporto di volontaria collaborazione anche con l'utente più preparato e ritenuto fra i pilastri della comunità, penalizzando gravemente il ranking e revocando in rischio la leadership stessa.

La motivazione della censura non può chiaramente essere applicata ai casi di chiaro ed evidente spam perché la sua ragion d'essere è tutt'altro che idonea alla permanenza in una comunità e qualsiasi tentativo pedagogico fallisce inevitabilmente. Qualsiasi utente malintenzionato pronto a spammare deve essere sottoposto senza esitazioni al cosiddetto ban, sanzione con cui si impedisce all'utente la proposizione di qualsiasi contenuto e nei casi più gravi la visualizzazione della comunità e l'accesso al modulo di partecipazione.

Motivare l'eliminazione è sempre una prassi da tenere in seria considerazione, qualsiasi sia la comunità online gestita, anche perché ciascuna motivazione costituisce uno spunto di riflessione per l'arricchimento e il miglioramento del regolamento comunitario, laddove non si possano prevedere sin dall'inizio dei comportamenti scorretti che non possono essere ammessi.

Fonte immagine: Google Immagini

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